Il volto femminile, con il proprio magico profilo, evoca la Natura nella sua espressione più alta, fragile, prorompente e misteriosa. La duplicità, data dai due profili accollati, richiama l'universale legge della vita e del tempo, dell'incessante rivolgimento delle cose, per cui tutto, necessariamente, oscilla e si incarna entro opposti destini, opposti segni, opposte vie, la cui segreta complementarietà è l'anima di ogni viaggio e di ogni stare, di ogni cercare, trovare, perdere, scoprire, dimenticare.
Alla base del disegno, nascosta e tuttavia evidente, si delinea netta una falce di Luna che, nel suo ulteriore alludere alle eterne ciclicità, comprende entro di se l'intera raffigurazione; si curva e si espande fino a diventare essa stessa un segreto Sole.
I capelli delle due Donne si rivelano simili a radici, nuvole, onde, capitelli e sentieri, disegnando valli e rive invisibili, le quali vogliono ricordarci le infinite trame dei nostri percorsi e viaggi.
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