Cammino notturno sulla Via Clodia, tra storie di streghe e necropoli etrusche

Cammino notturno sulla Via Clodia, tra storie di streghe e necropoli etrusche

Al calar del sole, oltrepasseremo la porta dell’antico borgo di Blera, lasciando con essa ogni tipo di protezione e contatto con la realtà. Man mano le luci dell’abitato si affievoliranno e scenderemo proprio nella parte più profonda, cuore della forra. Questo luogo, intriso di antiche vestigia e ombre del passato, sarà una sorta d’ introduzione al nostro percorso.
 
Nel fondo valle, proprio come in un calderone, si fonde il sacro con il profano, gli etruschi ai cristiani, le leggende di un drago e le imprese valorose del santo patrono fino ad arrivare al quadrivio dove si incontravano le streghe di Blera. Storie eroiche, secoli bui e salvezze di anime, sintetizzate in due parole: buio e luce!
 
Cammineremo lungo l’ antica Via Clodia in un percorso che include una profonda strada con alte pareti ricavate nel cuore della roccia conosciuta con il nome di “tagliata etrusco”. Saranno forti le emozioni che proveremo: Meraviglia, suggestione e stupore ci accompagneranno percorrendo questa “cava Buia”, entrando nel particolarissimo colombario o tra le pianti giganti che lambiscono una piccola cascata in prossimità di una chiesetta rupestre, un fontanile ed una torretta medioevale. Proseguiremo un sentiero che costeggia il fiume per poi arrivare al Ponte della Rocca di epoca romana fino alla città eterna degli antichi etruschi con i loro sepolcri millenari.
 
Entreremo nel loro mondo e ne sveleremo i più affascinanti aspetti. Visiteremo la necropoli di Pian del Vescovo, un vero “villaggio” di tombe costruite per riprodurre le antiche case. A differenza di queste ultime, le tombe erano scolpite interamente nella roccia (arredi compresi), per ospitare per l’eternità "l’anima" del defunto che, secondo la fede etrusca, sopravviveva alla morte. E’ una delle rare occasioni in cui si può fare un viaggio nel tempo e ritrovarsi circondati da una realtà che ricalca architettonicamente ed in maniera dettagliata, gli originali ambienti. In questo breve percorso si riesce comunque a comprendere il concetto “urbanistico” che ha regolato la formazione della città dei defunti etrusca: monumentali sepolcri cubici – le famose tombe “a dado” – occupano il naturale piano inclinato della rupe tufacea disponendosi su ordini paralleli sovrapposti, collegati da gradinate e ornate di preziose modanature.
 
Risalendo nella lingua di roccia sul pianoro dove era adagiata l’antica acropoli etrusca, ci troveremo in un luogo dalla forte tradizione pagana, dove si trovava il noce delle streghe, ed ogni angolo conserva leggende e storie di fantasmi di ogni genere. Seduti in cerchio racconteremo la storia di una “strega” di Blera, vissuta nel la metà del 1500 della quale si conservano tutti gli atti processuali fornendo dettagli e pensieri delle persone che in queste terre hanno lasciato il segno. Addebitarono alle streghe epidemie e morti premature. Guardate con sospetto per certe abilità di ostetriche e di curatrici o perché forestiere senza figli, furono le colpevoli eccellenti di un’epoca di transizione in cui la donna aveva perso la sua sacralità.
 
E dopo secoli di storia dei nostri luoghi e racconti ci avvicineremo pian piano ai nostri tempi ed alla nostra realtà. Un’ ultima ed antica porta segnerà il confine con l’esperienza vissuta e ci condurrà nel centro abitato dove riprenderemo le nostre auto per tornare alle nostre case.
 

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