Dai sentieri dei monaci alla barca nel bosco di Soriano nel Cimino

Dai sentieri dei monaci alla barca nel bosco di Soriano nel Cimino

Percorreremo la storia di uno dei luoghi più impervi e suggestivi dell’alto Lazio, in uno dei boschi più belli, rispettati e valorizzati della zona, dove si celano tesori e segreti che nemmeno ci si aspetta.
 
Sulle pendici del più antico e alto vulcano del Lazio, nascosta nel fitto della vegetazione e protetta dai resti di un’ antica chiesa, c’è una grande barca realizzata con 100 tonnellate di marmo, che viene dalla lontana Cina. E’ la riproduzione in scala della quella originale costruita nel 1895 per il sessantesimo compleanno dell’imperatrice, tutt’ora “ancorata” sulle sponde del lago Kunming, nel Palazzo Imperiale d’Estate a Pechino. Questa è l’unica barca cinese al mondo fuori della Cina ed è un omaggio alla memoria di tutti i grandi protagonisti della storia della Cina che condivide con Roma il primato della massima civiltà umana, come simbolo di pace e di collaborazione tra i popoli.
 
Ci troviamo nella vasta tenuta Sant’Egidio, una tenuta di 130 ettari sul versante del Monte Cimino divenuta per volontà dei proprietari un meraviglioso “bosco didattico”. Il bosco qui è diventato un laboratorio, una risorsa multidisciplinare dove si possono vivere esperienze nuove, utilizzando, la mente e il corpo, riscoprendo così tutti e cinque i sensi.
 
Si tratta di un bosco che racchiude alberi monumentali, grotte, sorgenti e affioramenti rocciosi. Seguendo le tracce degli animali e quelli che i nostri antenati hanno lasciato all’interno di questo bosco affronteremo le tappe fondamentali della storia di Soriano: dalla Chiesa e dall’eremo di IV-V sec., si arriverà alla spelonca che ospitò un martire originario di Corviano, Beato Lupo Franchini scappato e scampato dalla peste, e, si potrà godere di una vista senza limiti sulla valle del Tevere dalla cosiddetta “Sedia del Papa”. Dopo un breve racconto sulle imprese e le avvincenti battaglie del piccolo borgo medievale, si arriverà al Centro Visitatori, ricavato dall’antica Chiesa di Sant’Egidio, da cui la Tenuta prende il nome, antica Abbazia Benedettina restaurata in tempi più recenti dalla Famiglia Albani e poi trasformata in un seccatoio per le castagne.
 
E così, da luoghi che hanno visto la presenza dell’uomo dalla preistoria, con testimonianze di edifici che affondano le proprie origini all’alba della cristianità per protrarsi fino al rinascimento, la contemporaneità ha chiuso il cerchio, inserendo una barca grazie alla quale affronteremo un viaggio per il mondo, attraverso la storia e la natura di questo grande sogno, trasformato nel più bel progetto di tutela e sensibilizzazione che abbiamo mai visto.
 

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