Dal bosco alle viscere della Macchia di Manziana (RM)

Dal bosco alle viscere della Macchia di Manziana (RM)

Una vera cattedrale di alberi, dalle cui navate si raggiungono tracce indelebili del passato del luogo. Un tappeto multicolore di foglie accoglierà il nostro cammino e dai maestosi viali di cerri improvvisamente scorgeremo un vasto prato dove pascolano animali allo stato brado.
 
E’ quel che resta della sconfinata Silva Mantiana che nell’antichità raggiungeva i monti della Tolfa, dove un tempo si venerava l’etrusca Dea Manturna e poi la romana Dea Bona. Divinità infere e guaritrici o portatrici di buona salute e fertilità ci introdurranno alla conoscenza delle peculiarità e testimonianze antiche di un territorio in cui la quotidianità e la spiritualità s’intrecciavano in un legame imprescindibile.
 
Cammineremo sui basoli dell’antica via Cornelia, diverticolo della Via Clodia, ammirando i ruderi dell’antico e romano Ponte del Diavolo, ispirato al modello etrusco, che conduceva alle Terme di Stigliano, dove si fermavano in una sorta di quarantena ed a scopo curativo, i legionari che scendevano da Nord verso Roma.
 
Arriveremo poi in prossimità del primitivo insediamento chiamato Santa Pupa, traforato da un sistema di cavità naturali e di grotte scavate nel tufo che sono state utilizzate fino a tempi recenti anche per finalità agricole. Tra le tante, dalle varie dimensioni e impieghi, ce n’è una davvero speciale nota come l’Ipogeo di Santa Pupa: Immaginate di trovarvi nel cuore di una collina dentro un ampio tunnel lungo circa 70 mt (in origine era ben 130 mt). A metà percorso, quando la luce e l'ingresso sono ormai lontani e l'emozione si mischia alla paura, dal cielo si apre un lucernario. Un raggio di luce entra ed è proprio qui che ci si accorge che la galleria continua e su ambo i lati si apre una teoria di grottini che sembra non finire mai. Ancora non sono state chiariti la datazione e la funzione dell’Ipogeo ma le varie ipotesi che valuteremo insieme saranno veramente interessanti.
 
Ritornando sui nostri passi entreremo nuovamente nel bosco incontrando alcuni fontanili ed una capanna nascosta tra gli alberi che ci riporterà al tempo in cui carbonai e taglialegna fornivano legname a Roma soprattutto per l’edilizia della fabbrica della Basilica Vaticana.
 
Dalla capanna utilizzata probabilmente per uno dei tantissimi set cinematografici che qui vengono continuamente allestiti alla storia del villaggio primitivo delle “Capanne di Santo Spirito” in un cammino tra il fascino del bosco ed il richiamo degli ipogei.
 
 

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01 Novembre 2022
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