Falchi, vulcano e faggeta dei Monti Cimini patrimonio Unesco (VT)

Falchi, vulcano e faggeta dei Monti Cimini patrimonio Unesco (VT)

Questa breve escursione adatta a tutti sarà ricca di emozioni: gli imponenti faggi dei Monti Cimini Patrimonio dell'Unesco, enormi blocchi di lava fuoriusciti dal vulcano e il volo dei falchi, i re dei nostri cieli. Una irreale atmosfera avvolge gli alberi centenari del bosco e gli enormi massi coperti di muschio, conferendo ai sentieri un fascino che rievoca i racconti di fate e gnomi delle favole dei bambini. A fare da padroni in un’area di circa 50 ettari sono i faggi secolari, i più alti d’Europa. Siamo nelle vicinanze del lago di Vico, in un territorio dove si fondono antiche testimonianze etrusche e percorsi della via Francigena. L’ecosistema naturale della Faggeta è il regno di varie specie animali tra cui i rapaci.
 
Si, saranno proprio loro che ci emozioneranno! Sapientemente guidati da Monica Galli si libreranno in volo e noi li guarderemo con lo sguardo e il cuore incollati tra il guanto da falconiere e l’immensità del cielo, rapendoci con il loro elegante e silenzioso volo. Assisteremo ad un vero e proprio esercizio di falconeria, inteso come intimo rapporto tra l’uomo e l’animale e ne carpiremo i più intimi segreti. Poi ci incammineremo nel fitto della faggeta fino ad arrivare sulla sommità dei Monti Cimini dove pranzeremo al fresco per festeggiare l’arrivo dell’estate.
 
Un tempo l’uomo si avvaleva dei falchi per cacciare, ora invece si appoggia a loro quale efficace rimedio non cruento e totalmente biologico per combattere il fastidioso problema dell’allontanamento dei volatili soprattutto negli aeroporti: un aereo potrebbe risucchiare nelle turbine i piccioni causando seri problemi all'aeromobile e mettendo a rischio la vita dei passeggeri. Il principio su cui si fonda il controllo dei volatili infestanti tramite falchi e poiane addestrate, è la paura istintiva, immediata e genetica che la totalità delle specie di uccelli infestanti hanno quando vedono distanza, la sagoma di un rapace. Ed ancora una volta la natura aiuta l’uomo nel ripristinare l’equilibrio anche negli ambienti fortemente antropizzati. Gli uccelli addestrati continuano a volare e si arricchiscono ogni giorno del rapporto che costruiscono con l’uomo (che in questo caso è una donna).
 
Ma i Monti Cimini sono anche un vulcano  che vanta due record: è il vulcano più antico del Lazio continentale (battuto soltanto dall'isola di Ponza) ed è anche il più alto, superando i 1000 m di quota. Il vulcano Cimino conclude la sua attività circa 90.000 anni fa, con una fase che ha determinato la fuoriuscita di colate successive di lava. Passeggiando nella faggeta, le rocce che incontreremo sono costituite proprio da blocchi di questa antica lava.
 
Lo storico romano Livio descrisse la Selva Cimina come "più impenetrabile e più spaventosa ….e fino a quel tempo nemmeno l'amor del guadagno aveva potuto determinare nessun mercante a penetrarvi". Pellegrini e commercianti ne evitavano la coltre compatta che incuteva timore, e anche le legioni di Roma esitavano a penetrarvi per rincorrere il nemico durante le guerre etrusche. Oggi offre una rete di sentieri con un aspetto quasi incantato, tra gli imponenti alberi e i raggi di luce che penetrano la folta chioma degli altissimi faggi.
 
E’ soprattutto il faggio a mostrare qui individui di dimensioni maestose, creando la cosiddetta “fustaia a cattedrale”, tipica di popolamenti lasciati evolvere per decenni in assenza di disturbi antropici. Alcuni esemplari di faggio raggiungono e superano i quaranta metri di altezza, creando quell’atmosfera solenne che tanto timore incuteva nei viaggiatori (ma anche negli eserciti) del passato. I grandi alberi, spesso dotati di cavità, costituiscono un habitat fondamentale per il rifugio, la riproduzione e la nutrizione di un gran numero di animali selvatici.
 
Al limitare del bosco di faggi si trova la rupe tremante o sasso menicante, meglio conosciuto agli abitanti del posto come sasso naticarello. Celebrato già da Plinio il Vecchio come “miracolo della natura”, è un grosso masso di trachite forma ovoidale di circa 8 metri di lunghezza e del peso di circa 250 tonnellate, sospeso in equilibrio su una sporgenza rocciosa del suolo, caratteristica che fa sì che possa essere fatto oscillare sensibilmente e in modo abbastanza agevole utilizzando un grosso bastone come leva
 

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