Gli eremi sul Fiora lungo i sentieri dei briganti (VT)

Gli eremi sul Fiora lungo i sentieri dei briganti (VT)

Lungo l’etrusco fiume Armine, lo storico fiume di Vulci ed attuale Fiora, nell’alto Medioevo tra le profonde forre alcuni monaci in fuga dalle tentazioni del mondo scavarono la loro dimora, per sentirsi più vicini a Dio ed al creato, inebriati dal frastuono silenzioso della natura.

Nacquero così vari romitori (eremi) rupestri  per vivere la spiritualità cristiana in questo nuovo modo prendendo spunto dalla vita di S. Antonio, primo eremita della storia. 

L’eremo di Ripatonna Cicognina chiamato anche Chiusa del Vescovo, probabilmente ricavato in preesistenti  ambienti, ha una planimetria più complessa e scavato su tre diversi livelli. Comprende una chiesa ed una parte residenziale perfettamente conservata. Il nome trae origine dalla cella d’isolamento ricavata all’interno dell’eremo per un penitente particolare. Alcuni legano questo luogo alla vicenda di un vescovo accusato di eresia.

L’eremo di Poggio Conte si presenta invece con gli ambienti di abitazione quasi del tutto franati ma con una piccola quanto incredibile chiesa in stile gotico-cistercense con ambienti a cupola, volte a crociera, pilastri, altare e  cattedra vescovile interamente scavati nella roccia con resti di affreschi, decorazioni ed un grande quadrifoglio a rilievo posto nella cupola.

Probabilmente questi eremi dipendevano da un abbazia benedettina ora scomparsa ma ancora oggi sono luoghi dell’anima, dove si leggono i segni di una spiritualità primordiale e perduta.

Infatti la gola naturale che ospita l’eremo e che sembra racchiudere il cielo come il Panteon di Roma, ha come scenario un piccolo rivolo d’acqua che cadendo dall’ alto costone tufaceo contribuisce a rendere questo uno dei posti più affascinanti e straordinari che la Tuscia possa offrire.

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