Gli etruschi di Grotte di Castro e la necropoli di

Gli etruschi di Grotte di Castro e la necropoli di

Grotte di Castro fu un grande centro etrusco di primaria importanza, tra il territorio di Vulci e Volsinii (Bolsena); già nel VIII sec. a.C. era  molto attivo e conobbe un notevole sviluppo anche nel corso del secolo seguente come testimoniano le consistenti necropoli circostanti e i numerosi sepolcri a camera. Come tutti i luoghi etruschi, anche l’abitato antico della “Civita” subì i contraccolpi dell’espansionismo romano. Durante poi le devastazioni longobarde, la popolazione superstite dovette trasferirsi sulla vicina e più sicura rupe che ospita l'attuale paese di Grotte di Castro.
In un primo momento gli abitanti dovettero usare come loro abitazioni delle grotte, in parte già esistenti e da quì il nome del borgo.
 
L’intera mattinata e spostamenti saranno tutti a piedi e l'anello delle necropoli inizierà con la visita del piccolo ma grandioso Museo, ospitato all’interno di uno dei più bei palazzi rinascimentali di Grotte di Castro, progettato dal Vignola e con all’interno la famosa scala a chiocciola.
 
Attraverso le stanze tematiche della moderna, comunicativa e didattica esposizione, ripercorreremo la storia, gli usi e costumi degli etruschi. Ammireremo infatti gli splendidi corredi funerari rinvenuti nelle necropoli, con il tema “il maschile ed il femminile”, comprendente oggetti per l’ornamento e la cura del corpo femminile e le armi degli uomini guerrieri. Entreremo poi negli aspetti del quotidiano che ci consentiranno di guardare nella dispensa, dove venivano conservati vasi con granaglie, i legumi, la farina, il vino e il latte e, assistere ad un intero banchetto per avere una buona conoscenza degli usi alimentari di questo popolo. Sfarzo, lusso e banchetti nella stanza dedicata a " i segni del potere" per poi scendere nel mondo dell'aldilà. Le ricostruzioni funerarie consentono di avere sufficienti indicazioni sullo stato sociale del defunto e anche sul sesso attraverso gli oggetti che venivano collocati all'interno della tomba.
 
Dopo aver conosciuto molti dettagli sui più antichi abitanti del luogo, inizieremo il nostro cammino alla scoperta del territorio: visiteremo la famosa necropoli di “Centocamere” così chiamata per la presenza di numerose tombe, collegate tra loro, da un intricato sistema di fori e cunicoli, aperti nelle pareti delle camere funerarie dai clandestini, per passare più agevolmente dall’una all’altra. Le oltre cinquanta tombe sono scavate all’interno della roccia tufacea e ci appaiono disposte su vari livelli ,con la tomba più grande  lunga sedici metri e con cinque camere consecutive: poteva ospitare ben diciannove defunti. Come gli antichi Etruschi, anche noi ripercorreremo l’antico sentiero nel bosco con i gradini intagliati nella roccia per renderlo più agevole. Singolare e suggestiva la stratificazione dei vari riusi degli ambienti, che vede l’unione di antiche sepolture con le successive colombaie medioevali, adibite all’allevamento di volatili.
 
Ci sposteremo poi alla necropoli di “Pianezze”, con la presenza di  tombe a camera scavate nel tufo, che, a differenza dell’altra necropoli, qui l’accesso alle tombe avviene da un lungo corridoio dal quale si accede ad un atrio e poi alle varie tombe. Le ventiquattro sepolture monumentali presentano un rituale funerario ad inumazione, cioè i defunti venivano deposti in fosse scavate nel pavimento e chiuse con lastre si pietra.
 
Ritornando in paese, percorreremo un tratto di strada carrozzabile per raggiungere, in un punto panoramico, uno dei ritrovamenti più interessanti e singolari di Grotte: si tratta di sepolture individuali a fossa, inserite in posizione centrale all’interno di un circolo di pietre sbozzate e poste a secco, dove il defunto poteva essere sepolto supino e dentro un sarcofago litico o ligneo, coperto da terra a formare un piccolo tumulo. Molte le informazioni che hanno permesso di accrescere la conoscenza relativa al rituale funerario della fase più antica della comunità databile tra l’VIII ed il VII sec. a.C. come ad esempio che i circoli di pietre ravvicinate hanno confermato la pertinenza a uno stesso nucleo famigliare insieme. Grande interesse e mistero invece lo hanno scaturito i due soggetti (una coppia) sepolti insieme abbracciati, in un segno di eterna tenerezza, ma con probabili scenari più tragici. 
 

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