Orchidee e pascoli bradi nel cuore selvaggio d’Italia (Civitella Cesi). - VT)

Orchidee e pascoli bradi nel cuore selvaggio d’Italia (Civitella Cesi). - VT)

Un piccolissimo borgo circondato da infiniti boschi e pascoli bradi e un cammino che sembra ricordare sentieri di montagna con dei panorami mozzafiato. I ruderi di una torre che sembra edificata sul nulla, affioramenti di lava, qualche teschio di vacca maremmana a terra e la fioritura delle orchidee e degli asfodeli. Non è un set cinematografico, ma la descrizione dell’escursione che vi proponiamo.
 
Inizieremo proprio dal piccolo borgo di Civitella Cesi, uno dei più piccoli del Lazio, arroccato su uno sperone di roccia e dominato dal Castello. Un agglomerato di case poco conosciuto, che conserva tra le sue mura i ritmi lenti di secoli di storia, cultura e tradizioni. Un luogo che chiamare “minore” sarebbe riduttivo perché di minore ha solo le dimensioni, il suo fascino invece è immenso.

Il borgo prende il nome dalla famiglia di Federico Cesi, il fondatore dell’Accademia dei Lincei,  ed è stato fondato nel periodo etrusco. Al centro del paese si trova l’antico Castello che risale all’XI secolo e che domina la piazza principale sulla quale si affaccia anche la chiesetta di stile barocco di San Leonardo. E’ un borgo estremamente interessante sia per l’attuale struttura che per gli antichi insediamenti che si trovano nel suo territorio.
 
Si trova, infatti, al centro di un’area nota agli archeologi come “quadrato del Mignone”, in quanto delimitata su tre lati dalla valle del torrente omonimo. Si tratta di un ampio territorio rimasto in gran parte indenne dalle profonde trasformazioni ambientali di cui è responsabile la società del secondo dopo-guerra. 

Ci incammineremo poi nel  Parco Marturanum per fare un vero e proprio safari a piedi, dove  vivono, pascolano e trovano riparo vacche maremmane, cavalli e asini allo stato brado. Saliremo sul monte Ventacolo da cui ammireremo il vasto panorama che si aprirà davanti a noi dai monti della Tolfa fino a quelli dell’Argentario.
 
Questa zona del Parco Marturanum è totalmente diversa da quella dei valloni con terreno vulcanico e con le necropoli rupestri che siamo soliti visitare. Sarà  l’ambiente collinare del “Quarto” di natura sedimentaria e che coincide con le propaggini nord-orientali dei Monti della Tolfa, la scenografia di questa escursione.
 
Il nome deriva dalla suddivisione del territorio di Barbarano Romano in quattro grandi zone, i “Quarti”.  Queste zone erano dedicate a diversi usi civici, principalmente connessi alla semina del grano e al pascolo, da cui ne derivano altri di minore importanza come luoghi di acque, pastorizia e agricoltura, raccolta di legname (legnatico) e raccolta delle spighe lasciate nei terreni (spigolare).
 
L’aspetto paesaggistico con boschi, boscaglie, cespuglieti e pascoli, è quello tipico maremmano a lungo plasmato da un’economia agro-silvo-pastorale. Arbusti e ampi lembi di bosco si  alternano a pascoli destinati all’allevamento brado di bovini ed equini che è facile incontrare lungo il cammino, così come la ricca fioritura degli asfodeli e delle orchidee selvatiche.
 
Un pieno di natura senza eguali!
 
 

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