Torre Alfina, il castello e il bosco del sasseto

Torre Alfina, il castello e il bosco del sasseto

Torre Alfina, un minuscolo borgo all’ombra di un imponente castello, è annoverato tra “I borghi più belli d'Italia” , e nasce nel medioevo attorno ad una torre di avvistamento già esistente.

Segue poi il primo nucleo di case, che nel corso dei secoli viene fortificato e munito di più porte di accesso.
Il palazzo, costruito a ridosso della torre, è stato dimora dei signori di turno fino all’800 quando tutte le proprietà signorili vengono acquistate dal Conte Edoardo Cahen che fa ristrutturare completamente il palazzo trasformando anche varie parti del paese.

Edoardo non vede il castello finito ma desidera essere seppellito nell’amato bosco-giardino del Sasseto, che lui stesso aveva reso agibile con sentieri costruiti tra gli scogli, in una tomba-mausoleo realizzata nello stesso stile neogotico del castello. 

La particolarità di questo bosco, come dice il nome, è la grande quantità di rocce, risultato dell'attività del  vulcano Volsino di oltre 300.000 anni fa, che hanno reso da sempre l’area scomoda per l’insediamento umano e per qualsiasi altro tipo d’ intervento e per questo mai modificato.

Sasseto non è infatti un bosco qualsiasi, è unico al mondo e non per modo di dire: è un bosco che ha migliaia di anni e rappresenta uno degli esempi meglio conservati di bosco relittuale (Con specie vegetali che coesistono in un ambiente mutato rispetto a quello originario, giunte alle nostre latitudini durante le glaciazioni e sopravvissute) e per questo riserva integrale, monumento naturale e zona di protezione speciale (ZPS).

Nodosi alberi secolari e di diversa specie, tutte cresciute in maniera spontanea, sottolineano l’elevata biodiversità, e che per dimensione e dalla circonferenza impressionante, sono considerati singoli monumenti; enormi tronchi  caduti , radici contorte che inglobano massi ricoperti di muschi, licheni, felci e funghi, e talvolta un po’ di nebbia, ma anche mammiferi e poi, l'insieme dei sentieri e la tomba di Edorado Cahen …un luogo magico e irreale che nel tempo ha meritato il nome di “Bosco incantato” o “di Biancaneve”. 
 

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